La Croce Rosa Rivarolese celebra un traguardo straordinario: i suoi primi centovent’anni di servizio alla comunità. Un percorso lungo e ricco di trasformazioni, come racconta il presidente Riccardo Repetto, alla guida dell'associazione dal 2009: "Sono entrato in pubblica assistenza a quindici anni e sono diventato presidente a ventiquattro. In questi centovent’anni il mondo è cambiato più volte, con momenti di crescita e di crisi. La nostra sfida quotidiana è quella di adeguarci sempre alle esigenze della società, affrontando i periodi difficili ma restando sempre al servizio della cittadinanza. Non è solo una questione di numeri, ma di persone: volontari, dipendenti, cittadini che ogni giorno ci supportano e rendono possibile il nostro lavoro”.
La Croce Rosa è nata con la prima sede in via Certosa, nei locali della società Concordia, spostandosi poi in via Canepari e arrivando nell’attuale posizione, in via Croce Rosa, negli anni Trenta. “Inizialmente all’interno c’era anche un circolo con un bar, che fungeva da punto di ritrovo per i volontari della pubblica assistenza. Nel corso degli anni, però, le esigenze sono cambiate. Il calo degli accessi negli anni Duemila ha reso difficile sostenere economicamente l’attività. Inoltre, l’apertura al pubblico esterno, purtroppo, comportava anche delle problematiche. Così, si è deciso di chiudere il circolo, pur mantenendo gli spazi per usi pratici, come per le cene sociali o le feste, che spesso richiedono un appoggio logistico”.
Una delle difficoltà principali, secondo Repetto, è quella di reperire nuovi volontari: "Sempre meno persone si avvicinano al volontariato strutturato, come quello della pubblica assistenza, che richiede formazione e turni di servizio. Il cambiamento sociale ed economico ha reso più difficile per molti dedicare il proprio tempo libero agli altri. Per rispondere a questa crisi, abbiamo introdotto posti di lavoro: oggi abbiamo ventitrè dipendenti per garantire un servizio sempre efficiente. Ma il cuore dell’associazione resta il volontariato: senza di esso, la Croce Rosa non esisterebbe”.
Negli ultimi anni, due eventi hanno segnato profondamente la Croce Rosa: il crollo del Ponte Morandi e la pandemia di Covid-19. “Il 14 agosto 2018 siamo stati tra i primi a intervenire sul luogo del crollo. Le conseguenze logistiche sono state enormi: percorsi che prima richiedevano dieci minuti sono diventati vere e proprie odissee da due ore. Questo ha messo sotto pressione i volontari, alcuni dei quali hanno lasciato per l’elevato stress. Altri, invece, sono arrivati, mossi dal desiderio di aiutare la città".
La solidarietà è stata una costante anche nei momenti più critici: "Ci siamo trovati in prima linea in una tragedia che ha colpito la nostra città, e abbiamo visto una straordinaria risposta da parte della comunità. La gente ci ha supportato in ogni modo possibile, e questo ci ha dato la forza per andare avanti".
Anche la pandemia ha avuto un impatto devastante: "Vestire la tuta Tyvek per ore sotto il sole e il caldo è stato estenuante. Il lockdown ha portato molti volontari e dipendenti allo stremo. Alcuni si sono allontanati dal servizio, altri hanno trovato nuove strade. Ma abbiamo visto anche momenti di straordinaria solidarietà: persone che portavano cibo e conforto al nostro personale, cittadini che ci ringraziavano con piccoli gesti, dimostrando quanto il nostro lavoro fosse fondamentale”.
Oggi la Croce Rosa Rivarolese conta sedici mezzi e svolge oltre duemila servizi al mese: “Abbiamo appena acquistato due Fiat Panda grazie al contributo del 5x1000 e una Dacia donata dal Lions Club di Genova Sampierdarena. Stiamo anche implementando una nuova gestione tecnologica dei servizi: ogni mezzo sarà dotato di tablet per migliorare la comunicazione con il centralino e ridurre errori e ritardi”.
L’associazione non si occupa solo di emergenze, ma anche di trasporti sanitari programmati, assistenza ai disabili e supporto nelle manifestazioni pubbliche, poiché il legame con il territorio resta uno degli aspetti più importanti dell'associazione. "La popolazione ha sempre dimostrato grande vicinanza, con donazioni e supporto. Durante il Covid e il crollo del Ponte Morandi abbiamo sentito l’attaccamento della comunità. Apriamo i nostri spazi a eventi di quartiere, assemblee e attività sociali, perché la Croce Rosa è parte integrante di Rivarolo e continuerà a esserlo”.
Guardando al futuro, Repetto conclude con una speranza: "Sogno un'associazione capace di adattarsi ai tempi, mantenendo alta la qualità dei servizi. Siamo stati tra i pochi fortunati a completare il ciclo del Bonus 110%, che ci ha permesso di ristrutturare la facciata nord, che era molto deteriorata, e il tetto, dove c'erano infiltrazioni significative. Ora siamo in procinto di sostituire gli infissi, e quando saranno installati, avremo finalmente completato questa fase. Ma la vera novità è l’installazione del fotovoltaico. Nei prossimi giorni, dovrebbero essere montati i pannelli solari, che, una volta attivati, porteranno a un grande risparmio sulle nostre bollette. Attualmente, spendiamo una somma considerevole con le forniture Enel, ma con questo nuovo sistema speriamo di azzerare i costi. Ciò che risparmieremo sarà reinvestito nei servizi per la comunità, il che rappresenta il vero valore aggiunto di tutta la ristrutturazione. Il progetto ci permetterà di continuare a offrire servizi essenziali alla cittadinanza, con un impatto positivo per il futuro”.
La Croce Rosa Rivarolese non è solo una realtà sanitaria: è un simbolo di impegno e solidarietà. E dopo centovent’anni di storia, la sfida continua.