Il porticciolo di Nervi è invaso dalla posidonia e ora le sue condizioni diventano anche un caso politico.
A puntare il dito contro l'amministrazione comunale è Serena Finocchio (Pd), consigliera del Municipio IX Levante: “Un problema prevedibile, più volte segnalato da pescatori e residenti, che da anni osservano l’accumulo di piante a causa delle correnti marine. Eppure l'amministrazione non ha previsto alcuna soluzione strutturale, limitandosi a interventi emergenziali che si traducono in un costo continuo per la collettività”.
“Nel solo 2023 il Comune ha speso oltre 180.000 euro per la rimozione della posidonia, una cifra che si ripeterà ogni anno se non si interviene con una soluzione definitiva - prosegue Finocchio - è inaccettabile che dopo un investimento così ingente ci si ritrovi in questa situazione: non solo il porticciolo è impraticabile, ma il costo di gestione continua a ricadere sulle tasche dei cittadini. La domanda è semplice: perché non è stato fatto uno studio serio sulle correnti e sulla gestione della posidonia prima di investire milioni di euro? Questa è l’ennesima dimostrazione di una gestione miope: grandi opere senza pianificazione, costi imprevisti e nessuna risposta concreta ai problemi”.
“Il Porticciolo di Nervi, anziché essere un fiore all’occhiello, è diventato un simbolo di spreco e cattiva amministrazione - conclude la consigliera - servono soluzioni strutturali e una gestione più trasparente ed efficiente per evitare che simili situazioni si ripetano.
In vista delle prossime elezioni, è necessario un cambio di rotta: una città come Genova ha bisogno di amministratori capaci di prevenire i problemi, non di rincorrerli a caro prezzo”.