Economia - 31 marzo 2025, 14:13

Dazi USA e guerra commerciale, Andrea Giachero (Spediporto) lancia l’allarme: “Accanimento delle superpotenze, diamo una scrollata ai salotti romani”

Per il presidente dell’associazione “un’esasperazione di questo tipo potrebbe impattare moltissimo sul nostro Paese, il quarantotto per cento dell’export è fuori dalla Comunità Europea”

L'assemblea di Spediporto al Palazzo della Borsa

L'assemblea di Spediporto al Palazzo della Borsa

Siamo preoccupati della situazione geopolitica per l’accanimento prepotente delle superpotenze, è una situazione di grande allarme e un atteggiamento di Trump che declina il termine ‘guerra’ in modi diversi: geopolitica, commerciale, dei dazi. Un’esasperazione di questo tipo potrebbe impattare moltissimo sul nostro Paese”.
C’è grande preoccupazione nelle parole del presidente di Spediporto, Andrea Giachero, chiamato a commentare l’impatto della delicata situazione geopolitica internazionale, a margine dell’assemblea pubblica in programma questa mattina al Palazzo della Borsa di Genova.
Non solo i dazi imposti dall’amministrazione Trump, ma anche il cambio di rotta dell’Unione Europea oggi impegnata nella discussione sul riarmo.

Il dibattito Zelensky-Trump ci fa pensare che da una situazione in cui abbiamo visto immagini quasi bucoliche relative al Green Deal e alla Next Generation, mentre oggi ci troviamo in mezzo a un Rearm Europe a difesa nucleare - ha commentato Giachero - il 48% del nostro export è fuori dalla Comunità Europea, nelle relazioni con gli Stati Uniti cubano 87,5 miliardi di turnover contro gli 891 dell’Europa. La preoccupazione non sta solamente nell’impatto negativo per l’industria, ma anche l’agroalimentare e il vitivinicolo dove l’Italia cuba 1,9 miliardi contro i 4,9 dell’intera Europa”. Per Giachero saranno quindi ovvie le conseguenze “sulla manifattura e sulla logistica che mette a terra l’organizzazione necessaria per consegnare le merci acquistate e vendute”.
Per il presidente di Spediporto serve “dare una scrollata ai salotti romani, devono contestualizzare le esigenze e le peculiarità del nostro territorio, abbiamo visto ultimamente delle decisioni sconcertanti relativamente a determinati declassamenti e dobbiamo sburocratizzare. L’Italia è al primo posto dei 27 Paesi della Comunità Europea per una pressione burocratica che va a impattare dal punto di vista economico sui contribuenti per un danni di oltre 184 miliardi e ne risentiamo”.

Una soluzione, però, potrebbe arrivare dalla tecnologia: “Abbiamo la fortuna di avere Genova come stazione di atterraggio dei cavi sottomarini e serve creare quegli applicativi necessari per razionalizzare i processi portuali”.

Pietro Zampedroni

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