In ritardo di un anno su quella che era la prima data di consegna, poi posticipata un paio di volte, piazza Caricamento si prepara a mostrarsi al termine del lungo progetto di rifacimento che l’ha interessata.
Da alcuni giorni, infatti, sono in corso le operazioni per la rimozione del cantiere, attivo dal 2023, che ha portato a una trasformazione dell’area ed è oramai solo questione di giorni perché residenti e turisti tornino ad affollarsi sotto la statua di Raffaele Rubattino.
Oltre due milioni di investimento, finanziato grazie al PNRR, per un intervento finalizzato a migliorare l’accessibilità e la riqualificazione di una porzione dell’enorme piazza (si parla di circa duemila e cinquecento metri quadrati di superficie) grazie all’inserimento di ventidue alberature e al posizionamento di un sistema di illuminazione che potesse rendere la piazza fruibile anche di sera.
La scelta delle piantumazioni è ricaduta sulla jacaranda, una specie nota per la sua spettacolare fioritura violacea e diffusa in tutto il mondo proprio come pianta ornamentale. I ventidue arbusti sono stati posizionati nei vasconi di cemento, dotate di un sistema idrico e, vista la loro giovane età, al momento sono sostenuti da alcuni paletti che ne garantiranno la presa nel terreno.
La scelta della specie, capace di raggiungere i trenta metri di altezza, ha anche lo scopo di mitigare l’impatto del cemento e offrire ombra nei mesi estivi, riducendo l’effetto di ‘piazza bollente’ che caratterizza l’area nelle giornate più calde.
Un’oasi, dunque, per favorire l'aggregazione sociale in una zona pensata per attenuare i fastidi del sole cocente. Uno spazio restituito alla socialità ma anche una vetrina per le centinaia di persone che ogni giorno affollano il Porto Antico, l’Acquario di Genova e le zone limitrofe.
Ma non tutti sono della stessa opinione. In tanti contestano l’assenza di panchine dove potersi sedere. La paura che la zona si potesse tramutare in un’area bivacco ha spinto l’amministrazione comunale, d’accordo con il Municipio Centro Est, a eliminare, almeno per il momento, l’inserimento di qualunque tipo di panchina e prediligendo la realizzazione di un’area in cui non è previsto lo stazionamento.
Ancora, diverse critiche non sono mancate per quanto riguarda la questione recupero dei vecchi moli, emersi durante lo scavo (già ampiamente documentati in passato e non certo una sorpresa inaspettata). Da più parti, infatti, erano giunte suggestioni per la valorizzazione degli antichi attracchi, risalenti alla costruzione di Sottoripa (XIV secolo), magari in un percorso che potesse metterli in rete con quelli emersi all’interno della Loggia Banchi, prossimo museo della città.
Al momento, dunque, piazza Caricamento avrà una nuova area i cui effetti, vista l’età delle essenze, si faranno attendere. La gente che passeggia guarda incuriosita ma, per il momento, nessuno si sbilancia.
La vera prova, adesso, sarà l’utilizzo quotidiano della piazza da parte di cittadini e turisti. Sarà un luogo di passaggio o diventerà davvero uno spazio vivo e centrale per la città?