La rubrica Testimonial del dialetto questa volta si sposta a Campomorone, dove incontriamo Michele Balostro, 41 anni, madrelingua genovese e appassionato custode della tradizione. Il suo rapporto con il genovese è radicato nell’infanzia, vissuto in famiglia con i nonni e i genitori, e oggi si esprime attraverso il teatro, la poesia e iniziative creative che mirano a mantenere viva la lingua e la cultura locale.
“Parlo genovese da sempre, da quando sono nato - ci racconta Michele - Con mio nonno non si parlava altra lingua, e lo stesso valeva per i miei genitori. Con loro il genovese è sempre stato naturale”.
Una compagnia teatrale per valorizzare il genovese
Michele è uno degli artefici di una compagnia teatrale fondata vent’anni fa a Campomorone, un progetto che dimostra come il genovese possa essere ancora vivo e valorizzato anche tra i giovani. “Con la compagnia parliamo sempre in genovese - spiega - Più passa il tempo, più può capitare che qualcuno si allontani, ma subentrano nuovi elementi. Ora abbiamo persino difficoltà a trovare chi interpreti il personaggio del vecchio, perché siamo tutti troppo giovani”.
Il teatro diventa così uno strumento potente non solo per divertire, ma per tramandare una lingua che altrove rischia di scomparire. “Anche qui non è la prima lingua parlata da tutti ma chi non la parla comunque la capisce”.
Il “gioco della gallina”
Tra le tante iniziative promosse Michele e la neonata Pro Loco di Ceranesi stanno lavorando a una versione del tradizionale “gioco dell’oca”, rivisitata in chiave locale. “Da noi ci sono più galline che oche - racconta ridendo - così abbiamo pensato al ‘gioco della gallina’”.
Le regole restano simili al gioco originale: si tira il dado, si avanza e ogni casella ha un elemento che rimanda alla gallina come il pollaio, il nido, l’abbeveratoio o l’uovo. “Le caselle portano tutte il nome in genovese, scritto in grafîa ofiçiâ, per omologare la scrittura e la lettura - spiega Michele - Stiamo ancora strutturando il progetto, ma l’idea è di presentarlo con una cena, per attirare ancora più persone. Le pedine? Saranno ovviamente galline: una che becca, una ruspante”.
La poesia
Oltre al teatro e alle iniziative culturali, Michele si dedica anche alla poesia in genovese, pubblicando spesso i suoi scritti su “Qui e non solo dintorni” grazie a Gilberto Volpara. “Scrivo per diletto, mi diverte e mi permette di esprimere il mio legame con la tradizione”.
Tra i suoi versi, Michele ne cita uno breve ma evocativo, che racchiude i ricordi d’infanzia e la saggezza dei nonni:
“La madia di mia nonna è vecchia e bucherellata.
Quel buco è stato fatto da farina, uova, olio e sale.
Tutti i giorni si impastava pane, lasagne, tagliatelle.
Più di rado i ravioli, solo quando andava tutto bene.
Ora dicono di non aprirla, di mangiare gli avanzi.
Mio nonno, divertito e con un po’ di magone,
mi raccontava che a casa sua non si usava mangiare gli avanzi,
perché non è mai avanzato nulla”.
Michele Balostro è un esempio concreto di come il genovese possa ancora essere una lingua viva e in evoluzione, capace di trovare spazio non solo nelle conversazioni quotidiane, ma anche nel teatro, nella creatività e nella cultura.
I VOLTI E LE STORIE CHE CELEBRANO LA LINGUA LIGURE
La nostra rubrica Testimonial del Dialetto ha portato ai lettori tante storie appassionanti, che continuano a tracciare il profilo di una Liguria viva e pulsante. Ecco i protagonisti che ci hanno accompagnato:
- Gilberto Volpara, giornalista e divulgatore della cultura e delle tradizioni locali.
- Anto Enrico Canale, conoscitore della lingua ligure e membro dell’Associazione O Leûdo.
- Francesco Pittaluga, autore di testi sulla storia e cultura locale.
- Mike fC, rapper genovese che mescola il dialetto con le sonorità contemporanee.
- Rita Bruzzone, consigliera comunale e promotrice della tradizione orale ligure.
- Andrea Di Marco, comico e attore che ha saputo reinterpretare con ironia la cultura locale.
- Giampiero Cella, profondo conoscitore del folklore ligure.
- Marco Carbone, in arte "U Carbun", cantastorie moderno che mantiene viva l’oralità ligure.
- Ennio Cirnigliaro, storico e archeologo appassionato di cultura locale.
- Bruno Gattorno, autore e interprete di classici rivisitati della tradizione genovese.
- Vladi Zullo, leader de I Trilli, storica band dialettale genovese.
- La compagnia teatrale “Quelli de na votta”, che porta in scena il dialetto ligure con passione.
- Davide Cabona, cantautore che racconta storie liguri con una vena poetica unica.
- I Demueluin, musicisti che mescolano modernità e tradizione nel loro repertorio dialettale.
- Vinicio Raso, figura chiave nella celebrazione del centenario della stazione di Sestri Levante.
- Franco Po, cuore organizzativo della storica Sagra del Bagnun di Riva Trigoso.
- Il mitico Tipo Mustopo, leggenda popolare della comicità genovese.
- Franco Casoni, scultore e artista che rende omaggio alla Liguria attraverso le sue opere.
- Filippo Noceti, l’autore del “belìn” che unisce i liguri
- Il cantautore Gioacchino Costa torna con l’album ‘Miserie’ e ricorda il maestro Armando Corsi
- La magia del Natale in lingua ligure con la piccola Bianca Maria
- Alessandro Guasoni, autore dell' Insultario genovese-italiano.
- Giorgio Novello, Ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi: un incontro unico tra veneto e ligure