Passione, tanti sacrifici e ambizione: è questo il mix che ha permesso al giovane talento pegliese Alessandro Sofia di raggiungere tanti traguardi importanti, tra i più significativi certamente l'essere entrato ufficialmente nella squadra nazionale di arrampicata sportiva 'under 17' nelle due discipline 'lead' e 'boulder'.
Un'amore verso questo sport, quello di Alessandro, che nasce fin da bambino per puro caso, quando durante una vacanza in montagna con i genitori, Giuseppe Sofia e Sara Gioana, prova per la prima volta l'arrampicata con corda affrontando una piccola semplice parete. Nemmeno trascorso un giorno che, appena rincasati, il giovane talento chiede ai genitori di poter riprovare l'esperienza: ed è così che, da semplice hobby, diventa una vera e propria passione, che nel corso degli anni si è sviluppata in un impegno quotidiano tra allenamenti e tantissima volontà d'animo.
Tantissimi, come abbiamo scritto, i traguardi raggiunti e fra questi, oltre all'essere chiamato ufficialmente nella squadra nazionale, la scorsa domenica ha partecipato al campionato assoluto boulder Liguria dove, dopo essersi scontrato con i più forti della Regione, ha vinto ed è diventato ufficialmente il campione ligure.
"Per me è molto importante essere entrato nella squadra italiana dopo tantissimi sacrifici e allenamenti costanti - racconta Alessandro Sofia -. Ciò ce mi rende più felice è poter rappresentare il mio paese nelle gare sia nazionali che internazionali. Quello che mi stimola molto, inoltre, è che all'interno del gruppo si creano sempre nuove amicizie, nuovi legami e tra noi ragazzi ci aiutiamo a crescere a vicenda".
Scuola, amicizie e arrampicata: non sempre è stato facile, per il giovane campione, tenere tutto quanto insieme. "All'inizio è stato complicato perché, ancora oggi, mi alleno praticamente tutti i giorni tranne una volta a settimana in cui mi dedico ai miei amici e tante altre cose - afferma Sofia -. Adesso mi sto allenando ancora di più perché ovviamente essendo dentro la squadra nazionale devo tenere un livello più alto e non è facile. Devo riuscire sicuramente a far coincidere tutto quanto e la scuola è la più difficile, dato che frequento la terza superiore. Per quanto riguarda le amicizie, cerco sempre di ricavare qualche momento per stare insieme".
Il sogno nel cassetto? Alessandro non ha dubbi: "Da grande vorrei fare la guida alpina - afferma -, perché fin da piccolo sono appassionato della montagna. Con i miei genitori, quando ero bambino, andavamo sempre in montagna e qui io mi sento libero, mi sento bene. Mi piacerebbe poter portare le persone in giro ad arrampicare, fare cascate di ghiaccio. Raggiungere vette importanti è per me molto bello e ne sarei fiero".
Che cosa significa, però, essere genitori di un giovane talento? A tale quesito rispondono i genitori di Alessandro, Giuseppe Sofia e Sara Gioana: "Avere un ragazzo che, con entusiasmo e divertimento, riesce ad ottenere dei traguardi per noi è molto importante a prescindere dal livello e qualità di sport che affronta - afferma il papà Giuseppe Sofia -. Noi siamo orgogliosi di lui e di tutti i sacrifici che ha fatto, perché oggigiorno non è così scontato. Alessandro fa tantissimi sacrifici soprattutto per conciliare sport e scuola e onestamente non abbiamo mai avuto problemi con lui da dover dare delle priorità. Lui sa perfettamente che la priorità è lo studio e che lo è anche il sacrificio per questo sport. Il nostro obiettivo è che lui capisca che deve godersi questo momento, perché non è detto che poi lui voglia continuare questa strada".
Un talento che, però, si scontra con una realtà regionale, qual'è la Liguria, ma come altre Regioni, che non è pronta a supportare uno sviluppo così importante di questo sport agonistico, e che ha portato i genitori di Alessandro a girare e frequentare altre palestre del nord Italia fino a quando non è arrivata una decisione importante: "Ad un certo punto ci siamo accorti che Alessandro aveva bisogno di allenarsi sempre più in strutture qualitativamente pronte ad allenare un'atleta - prosegue Sofia -. Dopo aver girato in diverse palestre del nord Italia, abbiamo deciso, io e Sara, un pò per ambizione familiare, un pò per obblighi di tempo, di aprire una palestra, 'The ForGe Climb', tutta nostra a Genova Borzoli. Io ho scelto di lasciare il mio lavoro per dare una svolta in primis a lui ma anche per dare una possibilità a tutti i giovani della Liguria di poter avere un punto di riferimento nella Regione, perché non tutti hanno avuto e hanno la fortuna di avere alle spalle dei genitori che possono permettersi di portare in giro il proprio figlio".
A distanza di un anno, la palestra sta riscuotendo tanto successo ed è sempre più un punto di riferimento per tutti gli sportivi, agonisti e non, che arrampicano: "Siamo riusciti a ottenere giudizi positivi ma anche negativi - chiarisce Giuseppe Sofia -. I giovani quando vengono sono contenti e non tutti sono liguri: abbiamo anche atleti che arrivano da fuori Regione".
Ma che cosa vuol dire essere sia papà che allenatore di Alessandro? "È indubbiamente difficile - afferma sorridendo Sofia -. In primis per me perché ho difficoltà ad essere obiettivo e non essere troppo severo. Ma è anche un traguardo, perché siamo riusciti insieme ad ottenere degli obiettivi, sbagliando sicuramente, ma cercando di essere attenti a dove ci si poteva migliorare insieme". Per quanto riguarda, invece, la mamma di Alessandro, Sara Gioana, ciò che si augura è in primis che suo figlio sia "un uomo felice": "Questa è l'unica cosa che mi interessa - precisa -. L'importante è che lui riesca in ciò che desidera, ovvero diventare un grande scalatore e, come ha già detto, una guida alpina. Se un uomo fa quello che nella vita ama, sarà un uomo felice che si circonderà di persone che lo renderanno felice e viceversa".
Non solo l'appoggio da parte della famiglia di Alessandro, ma anche dell'Istituto scolastico che, grazie al programma 'studente atleta' permetto al giovane talento di potersi dedicare alla propria passione: "Sicuramente il supporto del liceo scientifico quadriennale internazionale di Pegli 'S. Maria ad Nives' è stato ed è fondamentale - afferma Sara Gioana -. L'istituto ha sempre rispetto il programma 'studente atleta' dando la possibilità di programmare le interrogazione e di essere assente oltre quello che normalmente viene concesso agli studenti".
Tra i tanti traguardi raggiunti non solo da Alessandro, ma anche dai genitori Giuseppe e Sara, anche l'anniversario della palestra 'The Forge Climb', che sabato 25 gennaio festeggerà il suo primo compleanno: "Faremo una grande festa - afferma sorridendo Sara Gioana -. Abbiamo deciso di far arrampicare tutti, sia chi ha più esperienza sia chi invece è neofita, questo perché la nostra palestra accoglie tante persone che non hanno mai arrampicato. Abbiamo dei grandi tracciatori: Pietro Biagini, Davide Carena e Viola Bergamelli. Ci divertiremo tutti insieme e faremo una grande festa, un grande buffet accompagnato da DJ set. Una festa alla quale, però, di nuovo Ale non ci sarà perché dovrà essere presente al raduno della Nazionale Giovanile Boulder".
Un altro obiettivo raggiunto, altrettanto importante, è che l'uno e il due marzo la palestra ospiterà la prima tappa di Coppa Italia Giovanile: "Ci siamo candidati a supportare la Federazione in questa tappa - afferma Gioana -. Oltretutto, è la prima volta che avviene in Italia perché solo a partire da quest'anno sono cambiate le categorie e quindi ospiteremo questo nuovo evento nella nostra nuovissima palestra". "È una categoria under 15 e under 17 - aggiunge Giuseppe Sofia -. Secondo me, la federazione ha studiato questo progetto per dare un aiuto ai giovani perché hanno notato che i talenti non potevano dimostrare quanto erano forti, perché se andiamo a pensare che una disciplina come il boulder possa essere affrontata da un quindicenne o da un venticinquenne, le situazioni e la forza sono ovviamente diverse, quindi era chiaro lo svantaggio. La nazionale è riuscita a sviluppare questo progetto con la Federazione per aiutare i nuovi talenti della nazionale giovanile, perché se no sarebbe stata una selezione troppo restrittiva. Cercare dieci talenti in tutta Italia in una categoria di quindici anni, sedici anni, diciassette anni è difficile. Con questo campionato junior riusciranno a ottenere buone leve e secondo me tanti talenti, perché in Italia abbiamo tantissimi talenti giovani che magari non vengono neanche presi in considerazione perché purtroppo non c'è il tempo e non ci sono le possibilità".
"Quello che mi auguro è che la Fasi - prosegue Sofia -, si sviluppi e venga presa in considerazione l'arrampicata sportiva come un vero e proprio sport. Certo, è uno sport olimpico, ma attualmente parliamo di uno sport secondario e non dev'essere così perché a mio avviso è molto importante far crescere i ragazzi su una realtà di sport e non di business".
Quando l'arrampicata è un 'qualcosa' che ha letteralmente cambiato la vita dei genitori di Alessandro, in particolare quella di Giuseppe: "Per me sono cambiate davvero tante cose - racconta -. Da fare il geometra sono passato a fare l'istruttore e a vivere la naturale, per fortuna con miglio figlio, a vivere in mezzo ai giovani e la soddisfazione più grossa è vederli soddisfatti di quello che facciamo insieme, non di quello che faccio io ma di quello che creiamo insieme".
"Ho la fortuna di essere supportato da ragazzi che mi aiutano, anche collaboratori importanti come Davide Arena che è entrato a far parte del gruppo negli ultimi mesi e che mi spalleggia a 360 gradi - afferma Giuseppe Sofia -. Eugenio Gardella, che supporta tutta la preparazione degli agonisti, Viola Bergamelli, che ci aiuta sia come agonista che collaboratore ed è diventata tracciatrice e istruttrice. Nel team c'è anche Paola Elena che ci aiuta con tutti corsi e in tutte le organizzazioni. Ci teniamo a ringraziare in particolare la nostra famiglia, che ci aiuta sempre nei momenti caotici, ma anche tutti i clienti contenti e non. Questa per noi è una bella avventura: speriamo non finisca qui".