“Non dobbiamo parlare di migranti in Liguria ne dobbiamo parlare in Italia e con grande equilibrio sarebbe bene che su questo la politica la finisse di fare una sorta di braccio di ferro per la soluzione più miracolistica che poi ovviamente non è attuabile e non avviene”. Così il presidente della Regione Giovanni Toti, a margine della presentazione della 63esima edizione del Salone Nautico ha commentato l'arrivo dei migranti in Liguria, in particolare a Genova, dove i cittadini sono scesi in strada per protestare contro la decisione di ospitare un centro per minori non accompagnati, e a Ventimiglia, dove dovrebbe essere aperto un CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) a Ventimiglia.
“La Regione Liguria - continua - ha dato la sua piena disponibilità non solo ad ospitare nei suoi porti le navi che arrivano, lo abbiamo fatto a Spezia ed eravamo pronti a farlo a Genova per una nave che poi per le condizioni meteo marine è stata dirottata altrove, e siamo disponibili ad ospitare un CPR se esso dovrà essere fatto qui perché tutte le regioni d'Italia devono dare il loro contributo per risolvere una soluzione che non durerà poco e ha bisogno di soluzioni diversificate per trovare una sua definizione. I CPR sono certamente utili ma riguardo alle espulsioni occorre avere degli accordi di riammissione dei cittadini espulsi, noi li abbiamo solo con Egitto, Tunisia, Nigeria. Occorre allargare questo campo perché altrimenti metteremo delle persone in dei centri per le espulsioni e difficilmente riusciremmo ad espellerle così come bisogna uscire dai richiedenti asilo”.
Musumeci: "L'Europa deve investire in Africa"
"Ho vissuto questo dramma in prima linea da presidente della Sicilia, prima ancora che da ministro". Lo ha detto il ministro per la protezione civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, a Genova per il Salone Nautico.
"Credo - ha detto Musumeci - che il tema non si possa affrontare e risolvere senza l'intervento dell'Unione Europea, e nessuno si illuda che questo fenomeno possa esaurirsi nello spazio di qualche anno. Soltanto un ingenuo o un deficiente può credere che questo avvenga. È un fenomeno col quale dovremo fare i conti per i prossimi decenni, da un lato serve l'intervento di tutti gli stati europei, perché nessuno può tirarsi fuori da questo dramma, soprattutto i paesi del Baltico. Non basteranno le barriere per arginare questo esodo, dall'altra bisogna intervenire nei paesi da cui partono e lasciano le famiglie questi giovani. La politica della cooperazione internazionale non ha portato grandi risultati perché l'Europa ha guardato più a est che a sud, spero che ora cambi marcia, ma è necessario intervenire nei paesi poveri e il piano Mattei prevede proprio un rapporto di cooperazione su un terreno di pari dignità e responsabilità; investire in Africa perché ogni giovane che parte dall'Africa rende più debole la propria terra. L'Europa deve intervenire per apportare tutte le innovazioni in materia scientifica, tecnologica perché il giovane debba venire in Europa per fare esperienza, per svago o turismo, ma non perché è costretto dalla fame”.