Sono più di duecentocinquanta i comitati territoriali, comunali, intercomunali e di quartiere che, in tutta la Liguria, si sono attivati a sostegno del “Sì” al referendum sul lavoro previsto per l’8 e 9 giugno. Questa mattina, a Genova, è stato presentato ufficialmente il Comitato Regionale, diramazione territoriale del Comitato Nazionale, con l’obiettivo di promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica sui cinque quesiti referendari.
In tutta la regione saranno chiamati al voto 1.305.118 elettori, distribuiti in 1.785 sezioni elettorali presenti in 234 Comuni. Sinora sono state organizzate circa 300 assemblee tra territori e luoghi di lavoro, che hanno visto la partecipazione di oltre 30 mila persone, tra lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate.
Lo scorso sabato si è aperta ufficialmente la campagna elettorale a livello nazionale. Anche in Liguria l’avvio è stato segnato da numerose manifestazioni pubbliche che hanno animato le piazze cittadine, con una buona partecipazione da parte della popolazione.
All’incontro di oggi, dedicato alla presentazione del Comitato Regionale, erano presenti diversi rappresentanti delle associazioni promotrici. Tra questi, Sergio Cofferati, presidente dell’Associazione Rigenerazioni Urbane, Maurizio Calà, segretario generale della Cgil Liguria, Matteo Dell’Antico, segretario dell’Associazione Ligure dei Giornalisti, e Massimo Bisca, coordinatore regionale dell’Anpi. Hanno preso parte anche Laura Tamiro per Udi Liguria, Claudio Croci per Auser Genova e Liguria, Bruno Manganaro per Federconsumatori Liguria, Stefano Kovac per Arci Liguria, Michele Ciulla per Udu, Francesco Devoti per la Rete degli Studenti Medi, Fabio Marante per il Comitato contro l’autonomia differenziata, Andrea Macario per Libera, Simonetta Astigiano per il Coordinamento Democrazia Costituzionale, Franco Bravo per il Sunia e Desirée Floris per il Tavolo No Ad.
Il Comitato regionale per il “Sì” è composto da Cgil Liguria, Anpi, Associazione Ligure Giornalisti, Udi, Comitato per il ritiro di ogni autonomia differenziata, Rete degli Studenti Medi, Udu, Libera, Associazione Rigenerazioni Urbane, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Sunia, Federconsumatori, Auser e Tavolo No Autonomia Differenziata. Diversi anche i partiti politici regionali che hanno espresso la loro adesione e sostegno all’iniziativa: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Verdi, Linea Condivisa, Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano.
I cinque quesiti referendari riguardano il mondo del lavoro e chiedono di fermare i licenziamenti illegittimi, rafforzare le tutele per chi lavora nelle piccole imprese, ridurre il lavoro precario, garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro e promuovere una più ampia integrazione con la cittadinanza italiana.
Tutte le informazioni sul referendum e sui quesiti sono disponibili sul sito ufficiale: www.referendum2025.it