Giovanni Toti le faceva a Genova, a Villa Lo Zerbino. Il resto è storia. Andrea Orlando era andato in trasferta a Milano, senza però evitare le polemiche da parte di chi lo additava come duro e puro nel non uniformarsi ai suoi avversari. Adesso Pietro Piciocchi sceglie i Magazzini del Cotone.
Che siano regionali o comunali, le cene elettorali di finanziamento restano un tema al centro della narrazione politica locale. Specie da quando i finanziamenti esterni sono diventati un caso (giudiziario) e nessuno le vede più a cuor leggero. Ma, si sa, i fondi servono e, quindi, si passa anche sopra le resistenze di qualcuno.
Trecento euro. Questa la cifra richiesta (a testa) per prendere parte alla cena elettorale che Pietro Piciocchi ha organizzato per mercoledì 9 aprile, alle 20, al Modulo 7 dei Magazzini del Cotone. “Sarà l’occasione per confrontarci sulle scelte e sulle sfide che ci attendono nei prossimi mesi” scrive il candidato sindaco del centrodestra nei volantini di invito. Ma, si sa, le cene elettorali con un gettone così alto servono da un lato per mettere insieme un gruzzolo utile in tempi di campagna elettorale e, dall’altro, per ‘pesare’ la piazza e capire chi è realmente disposto a sostenere la causa non solo a parole, ma mettendo mano al portafoglio. Non a caso il volantino si chiude con l’appello del candidato sindaco: “L’incontro sarà un momento utile per prepararci alle prossime tappe del nostro percorso insieme, che sono sicuro vorrai nuovamente sostenere”.
Non mancheranno gli ospiti illustri, su tutti i due inseparabili di Piciocchi: la deputata di ‘Noi Moderati’ Ilaria Cavo, candidata come sua vicesindaco, e il presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, sempre presente sia in prima linea, sia dietro le quinte. E poi “i rappresentanti di tutti i partiti e delle liste civiche” che sostengono la candidatura di Piciocchi.
Ai tempi di Toti, gli ospiti a Villa Lo Zerbino furono circa 600 con un ‘biglietto’ di ingresso a 450 euro. Erano altri tempi, sembra un’era fa. Basta leggere i nomi dei presenti per capire che era un’altra Liguria, un’altra Genova.
Ora si abbassa la cifra, cambiano i protagonisti, ma sarà ugualmente importante capire chi ci sarà, chi sarà disposto a sostenere concretamente il progetto del centrodestra genovese. Nomi e cifre faranno la cronaca della serata.