In seguito alle recenti polemiche riguardanti la presenza del sindaco facente funzione Pietro Piciocchi a Certosa per collaborare con la protezione civile nella pulizia dell'area di Brin dai detriti accumulati dopo le forti piogge di sabato sera, la comunità ha espresso opinioni contrastanti. Alcuni cittadini hanno apprezzato l'impegno diretto del sindaco, sottolineando la sua volontà di partecipare attivamente alle operazioni di ripristino. Altri, invece, hanno criticato l'azione, considerandola una mossa elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative.
A fare il punto è lo stesso Piciocchi, a margine della presentazione del progetto del mercato di piazza Sarzano: “Ho fatto quello che mi sono sentito in coscienza di dover fare. Sono arrivato lì alle 8,30, ho fatto i miei sopralluoghi, ho visto che c'erano i volontari di Protezione Civile, che voglio ancora ringraziare, e delle ramazze appoggiate al muro. Ho chiesto: ‘Ragazzi, avete bisogno?’ Mi hanno detto sì, e io sono messo ho fatto quello che qualunque buon cittadino avrebbe fatto. Non ci vedo nessun eroismo, nessuna maniera di protagonismo. Peraltro non sono nuovo a queste cose, perché dai tempi dell'alluvione ho fatto il mio il mio dovere di di buon cittadino. Non capisco tutto questo clamore, francamente” spiega.
A chi lo ha accusato di far passerelle, anziché occuparsi dei problemi della città, Piciocchi risponde: “Io sono sindaco regente e io posso dirvi che ieri me ne sarei stato molto più volentieri a casa con mia moglie e i miei figli. Sabato sera avevo detto a mia moglie, a cui in questo periodo sto imponendo dei sacrifici importanti, che ero felice di poter trascorrere una giornata insieme, e sappiamo com’è finita. Non sono certo una persona che fa le passerelle, soprattutto in questi luoghi. Credetemi che non è stato piacevole andare sul luogo del disastro di piazza Paolo da Novi, piuttosto che a Molo Giano. Questo è il mio dovere. Sono momenti di disagio dove le persone sono anche e stressate emotivamente, quindi può anche capitare di dovere accettare degli improperi e va bene, è il mio lavoro, non c'è nessun problema. Sto cercando di fare questo mestiere con spirito di servizio, mettendoci sempre la faccia, come ho imparato in questi anni di amministrazione. Qualcuno sta poi dicendo che io sono stato chiuso nel retrobottega per 8 anni, ma non è assolutamente vero. Ero con gli sfollati del Ponte, mi sono dedicato a tantissime cose. Mi dispiace che oggi qualcuno pensi che dietro qualunque azione, dietro qualunque gesto ci debba essere un calcolo. Io invece penso che noi dobbiamo proprio dare l'esempio anche di azioni gratuite. Io questo insegno a mio figlio. Io ve lo dico, io voglio essere me stesso. Io non non non sento di dovermi forzare. Poi se i cittadini riterranno mi voteranno, ma io devo essere me stesso. Voglio essere una persona autentica, come mi hanno sempre insegnato”.