Riscoprire l’arte, la storia e la cultura con le grandi famiglie che lo hanno reso un ‘secolo dei genovesi’ e con le grandi innovazioni, i cambiamenti urbanistici e un nuovo concetto di città che ha aperto la strada alla modernità.
Genova si prepara a rivivere i fasti dell’Ottocento con l’anno dedicato al XIX secolo grazie a oltre centonovanta tra mostre, eventi, spettacoli e conferenze che coinvolgeranno gli attori culturali del territorio e raccontandone le trasformazioni a trecentosessanta gradi.
“Siamo entusiasti di poter raccontare ciò che è stata Genova nell’Ottocento - ha dichiarato l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso - un secolo segnato da forti trasformazioni urbane per favorire un cambiamento volto ad adattarsi alle novità dell'epoca. Presentando questo tema abbiamo riscontrato una grande partecipazione del territorio, riconoscendo alla nostra città un ruolo fondamentale nella proposta culturale europea. Possiamo contare su veri e propri capolavori custoditi nei nostri palazzi e nelle nostre chiese, oltre a un vero e proprio museo a cielo aperto come il Cimitero Monumentale di Staglieno, al cui interno troviamo gioielli architettonici e marmorei. Con Genova e l’800 ci poniamo l'obiettivo di valorizzare ulteriormente un patrimonio immenso e abbiamo cercato di coinvolgere i giovani con un bando ad hoc per stimolarli e portare idee innovative su un tema tanto ampio quanto entusiasmante. Grazie a chi ha lavorato per mettere in campo idee e progettualità, dagli uffici del Comune all'Università di Genova, passando per i cittadini che, attraverso i bandi, si misureranno con una grande e affascinante sfida. Ringraziamo anche il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, che continua a promuovere la cultura in tutte le sue vesti".
Giacomo Montanari, coordinatore del Tavolo della Cultura del Comune di Genova, evidenzia l'importanza di questo secolo per la città: “Genova si trasforma, torna ad assume di nuovo una dimensione internazionale molto marcata sotto tutti i punti di vista. L'arte, la politica naturalmente, l'aspetto economico e industriale sono i grandi driver su cui Genova ritorna essere un punto di riferimento per il mondo intero. Naturalmente noi non potremo trattare tutto però vorremmo offrire a chi verrà a visitare Genova, ma soprattutto ai cittadini, la possibilità di entrare in contatto con questo momento, di viverlo con oltre centonovanta appuntamenti già programmati a cui se ne aggiungeranno altri sotto tanti punti di vista, da quelli musicali a quelli artistici come le mostre e via dicendo, per arrivare anche a iniziative pensate per un pubblico giovane come può essere l'albo che Enzo Marciante dedicherà a Paganini che è anche lui, anche se nella seconda parte della sua vita è un uomo dell'Ottocento, che ha segnato la storia della nostra città”.
Leo Lecci, coordinatore di Genova e l‘800, richiama l'attenzione su uno degli artisti fondamentali dell'epoca: "Non a caso, a fine ‘800 si trasferisce a Genova Plinio Nomellini, un pittore toscano di formazione macchiaiola, ma già orientato verso il divisionismo, che porterà una ventata di novità nella cultura figurativa ligure e la traghetterà nella modernità del Novecento”.
Lecci prosegue: “Già con la Settimana Mazziniana, dal 6 marzo, inizierà questo grande anno dedicato all’Ottocento, vero e proprio secolo dei genovesi, un secolo di cambiamenti. Tutti gli eventi distribuiti sul territorio da Ponente a Levante saranno dedicati ai cambiamenti economici, sociali e culturali che Genova ha vissuto nell’Ottocento”.
L’evento inaugurale della rassegna è previsto per il 14 marzo al Teatro Carlo Felice, con un concerto dedicato alla musica ottocentesca di Giuseppe Verdi, che vedrà protagonisti il soprano Maria Agresta, il tenore Francesco Demuro e il baritono Gabriele Viviani, accompagnati dal pianista Michele D’Elia. In programma anche rappresentazioni teatrali ispirate a grandi autori dell’epoca come Mary Shelley, Joseph Conrad e Herman Melville, oltre a conferenze sul Risorgimento e sul suo impatto economico e sociale. Un'attenzione particolare sarà riservata al Cimitero Monumentale di Staglieno, con visite guidate e approfondimenti dedicati alla scultura ottocentesca e alla sua rilevanza storica.
Tra le iniziative di punta, la mostra "Ottocento Svelato. Racconti di musei e collezioni nella Genova del XIX secolo", coordinata da Leo Lecci e finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che proporrà un percorso espositivo diffuso tra vari musei e palazzi della città. Le sedi della mostra includeranno Palazzo Rosso, Palazzo Lomellino, l’Accademia Ligustica, il Museo Diocesano, la Galleria d’Arte Moderna e le Raccolte Frugone, ognuna con sezioni dedicate alla riscoperta dell’arte ottocentesca genovese.
A proposito, è proprio il coordinatore a spiegare: “Con la mostra si vuole approfondire non solo la storia dell'arte e la cultura figurativa a Genova nell'Ottocento ma il mecenatismo, il collezionismo, ciò che appunto oggi non vediamo perché o non è più a Genova o in collezioni chiuse al pubblico, era invece parte di una élite culturale che collezionava opere dell'Ottocento, per esempio una coppia del grande Bacio di Hayez era a Genova in collezione privata. Tutto ciò verrà rievocato da questa mostra che svelerà proprio cos'è stato l'Ottocento non solo in termini di storia dell’arte, ma in termini anche di mecenatismo e di collezionismo. Non dimentichiamo che la GAM di Nervi, la Galleria d'Arte Moderna, nasce grazie alla donazione del Principe Oddone, figlio di Vittorio Emanuele II, che vive a Genova per problemi di salute e che, in memoria della sua vita passata qui, regalerà a Genova le sue collezioni d’arte. Altre collezioni, come i Musei di Strada Nuova, nascono nell’Ottocento, ovvero grazie a donazioni ottocentesche; Genova visse un secolo fondamentale e questo anno vuole essere una vera e propria riscoperta”.
Tra i luoghi cardine delle iniziative ci sarà il Cimitero di Staglieno: “Sarà uno degli assi centrali - prosegue Lecci - un grande museo a cielo aperto non solo della scultura dell’Ottocento genovese, ma anche delle famiglie che si sono affermate e hanno travalicato i confini regionali per fare fortuna anche in Sud America”.
A proposito, anche la Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia Cristina Bartolini, evidenzia il ruolo cardine proprio della Soprintendenza: “La nostra commissione per il cimitero sta lavorando da più di vent'anni per la semplificazione dell'autorizzazione di legge sugli interventi di restauro. La cosa interessante è che conserviamo competenze trasversali molto articolate, come quella architettonica, la storico-artistica e la straordinaria realtà di un laboratorio di restauro e diagnostica dove sono anche presenti dei diagnostici; non è un caso che abbiamo anche restaurato un Bruegel e la Crocifissione a cui abbiamo dedicato una monografia che uscirà per una collana voluta dal Ministero della Cultura. Questo laboratorio di restauro e di diagnostica ci permette di apportare anche un contributo per i restauri che vengono fatti a Staglieno dove c'è un'azione continua e consolidata attraverso dei piani per le competenze trasversali dell'orientamento con le scuole di ogni ordine grado”.
L’anno di celebrazioni dedicate all’Ottocento si configura come un’occasione unica per riscoprire un periodo storico fondamentale per Genova, in cui arte, politica ed economia hanno contribuito a definire l’identità della città nel contesto europeo.
IL PROGRAMMA
Il Cimitero Monumentale di Staglieno, le prime Olimpiadi dell’era moderna, gli Impressionisti, la grande musica, Garibaldi, Mazzini, il Risorgimento e la nascita del nostro Paese, le scoperte scientifiche, le grandi trasformazioni urbane sono alcuni dei temi che costituiscono l’ossatura del programma di Genova e l’800.
Per diversificare l’offerta è stata coinvolta la cittadinanza attraverso due bandi, di cui uno dedicato ai giovani. I progetti vincitori sono stati selezionati pensando alla complessità e alla varietà dei temi che contraddistinguono l’800.
Evento inaugurale della rassegna, il grande concerto previsto per il 14 marzo alle 20 al Teatro Carlo Felice. Protagonista sarà la musica ottocentesca di Giuseppe Verdi: in scena il soprano Maria Agresta, il tenore Francesco Demuro e il baritono Gabriele Viviani, accompagnati al pianoforte da Michele D’Elia.
In programma anche diverse opere teatrali dedicate a grandi autori: Frankenstein di Mary Shelley, Cuore di tenebra di Joseph Conrad, Billy Budd di Herman Melville, ma anche conferenze sul tema del Risorgimento e sul suo modello di sviluppo economico, dal porto, all’industria, all’imprenditoria, all’emigrazione.
Una particolare attenzione sarà dedicata al Cimitero Monumentale di Staglieno, con visite guidate, anche con digital twin, e focus sul rapporto tra scienza e tecnica, ricordando figure storiche di spicco, in particolare le donne e il loro ruolo nel Risorgimento e nella letteratura.
Il Museo del Risorgimento Casa di Mazzini organizzerà eventi tematici, ma anche l’intero sistema museale e bibliotecario contribuirà con proposte dedicate ai più piccoli, alla scoperta dei luoghi e dei protagonisti del Risorgimento e dei capolavori ottocenteschi conservati nei Musei di Nervi. Anche i parchi e i giardini storici saranno una perfetta cornice per i laboratori e le attività didattiche legate agli orti botanici e agli aspetti scientifici.
A Palazzo Ducale è prevista una grande esposizione su Moby Dick, mentre i Rolli Days autunnali si concentreranno su contenuti ottocenteschi e, nello stesso periodo, la 58esima edizione del Premio Paganini richiamerà giovani violinisti da tutto il mondo.
Evento clou della rassegna sarà la grande mostra Ottocento Svelato. Racconti di musei e collezioni nella Genova del XIX secolo, ideata e coordinata da Leo Lecci e finanziata da Fondazione Compagnia di San Paolo, che continua a sostenere con forza la cultura a Genova.
Attraverso un percorso espositivo ampio e articolato tra vari musei e palazzi cittadini, la mostra intende valorizzare le collezioni ottocentesche di varie istituzioni cittadine, svelando anche un patrimonio sommerso custodito nei depositi museali e in collezioni, private e pubbliche, normalmente non visibili al pubblico.
Ruolo centrale per le opere presentate negli appuntamenti annuali della Società Promotrice di Belle Arti, istituzione che rappresenta uno specchio fedele della varietà e della ricchezza dell'arte ottocentesca italiana. La mostra include inoltre opere della Collezione del Principe Odone di Savoia, esempio emblematico di mecenatismo illuminato e della valorizzazione del patrimonio artistico locale.
La mostra offre una riflessione sul ruolo delle collezioni e dei musei che le ospitano, evidenziando il loro contributo nella conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico ottocentesco. Attraverso questa prospettiva, si mette in luce il clima culturale dell'epoca, con particolare attenzione alle dinamiche tra committenza, collezionismo e istituzioni artistiche.
Grazie alla collaborazione di musei, gallerie e collezionisti, il progetto mira a offrire una visione organica e approfondita del panorama artistico ottocentesco, contribuendo alla riscoperta consapevole di un periodo cruciale per la storia dell'arte italiana.
SEDI E SEZIONI DELLA MOSTRA
Palazzo Rosso (la riscoperta dell’arte italiana del XIX secolo);
Palazzo Lomellino (sezione su Plinio Nomellini);
Accademia Ligustica (sezione su mecenatismo, produzione artistica locale e ruolo dell’Accademia nel XIX secolo);
Museo Diocesano (arte sacra e Madonna con Bambino di Barabino);
GAM e Raccolte Frugone (collezioni ottocentesche).
Il comitato scientifico sarà composto da esperti storici dell’arte e studiosi dell’Ottocento già coinvolti nel Tavolo dell’800 istituito dal Comune di Genova.Verranno proposti laboratori per studenti di ogni ordine e grado, con il coinvolgimento di esperti e storici dell’arte. I laboratori proporranno attività teoriche e pratiche volte ad approfondire i temi della mostra, favorendo un dialogo diretto tra i partecipanti e le opere esposte.
Collaterali alla mostra, visite guidate e conferenze a cura di studiosi e storici dell’arte, su temi legati all’arte ottocentesca genovese. È anche previsto un convegno interdisciplinare, organizzato dall’Università di Genova, che farà conoscere l’importanza culturale della nostra città nel XIX secolo, coinvolgendo studiosi di diverse discipline e ambiti.