Inizia con una sospensione il primo consiglio regionale post incontro nella casa di Ameglia. La seduta si è incendiata sin dai primi istanti quando ha preso la parola il consigliere di opposizione Ferruccio Sansa: “Abbiamo appreso da fonti giornalistiche, con sconcerto, dell’intenzione della maggioranza di protrarre quest’agonia per un anno e mezzo”.
E poi: “Capisco che queste notizie siano dettate dalla volontà di difendere le poltrone e dal timore delle elezioni. La situazione è paradossale, tragicomica e ridicola”.
Parole che, come ampiamente prevedibile, hanno inasprito i toni in un botta e risposta tra Sansa e il presidente Medusei con in sottofondo le proteste dai banchi della maggioranza. Il tutto in un’assise che, senza la presenza delle opposizioni, non avrebbe avuto il numero legale. “Il numero c’è, ma con noi” ha sottolineato Giovanni Pastorino (Linea Condivisa).
Salvifica, quindi, la richiesta di convocazione di un Ufficio di Presidenza Integrato da parte delle opposizioni, palla colta al balzo dalla maggioranza per ottenere una sospensione.
Una situazione di crescente tensione destinata a una prevedibile escalation proprio nei giorni in cui, dopo il vertice di Ameglia e in attesa che Toti incontri i vertici dei partiti di governo, emerge palese l’intenzione dell’amministrazione di proseguire nel proprio cammino senza nessun passo indietro di fronte a un presidente agli arresti domiciliari dal 7 maggio con le accuse di corruzione e falso.