Un flash mob a Palazzo Ducale con gli studenti del liceo D’Oria di Genova e dell’International School in Genoa che hanno interpretato il video ‘Aria’ per Unicef, nel segno della rilascita: questa l’iniziativa organizzata oggi, in occasione della chiusura dell’anno scolastico, alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione e Formazione di Regione Liguria Ilaria Cavo, dell’autrice e ideatrice del video, Alessia Cotta Ramusino, del presidente di Unicef Liguria Franco Cirio, dell’assessore comunale Barbara Grosso, di una rappresentanza dell’ufficio scolastico regionale e di una delegazione della International School in Genoa, in quanto scuola ambasciatrice Unicef.
"Dispiace che gli studenti non si siano potuti incontrare tra loro per la normale chiusura dell'anno scolastico – ha affermato l’assessore Cavo -. Abbiamo voluto dare comunque un segnale insieme a Unicef che rappresenta tutti i bambini e gli adolescenti. Con noi gli studenti che più sono stati vicini a Unicef e sono protagonisti di questo video, simbolo di rinascita e ripartenza. Un modo da un lato per chiudere questo ciclo, così difficile a causa dell’emergenza coronavirus e, dall’altro, per prenderci l'impegno di far partire il prossimo anno scolastico con grande chiarezza. La scuola dovrà infatti riaprire con gli studenti in presenza, nelle classi, anche per recuperare anche la dimensione fondamentale della socialità”.
In occasione del flash mob, il presidente della Regione Giovanni Toti ha inviato il proprio messaggio agli studenti liguri: "I nostri ragazzi, insieme alle loro famiglie, sono stati tra coloro che più hanno sofferto per questa emergenza, non potendo andare a scuola, confrontarsi con gli insegnanti e interagire con i compagni. A tutti loro va il nostro grazie, per l'importante insegnamento che hanno saputo dare a noi adulti in questi mesi di pandemia, uno straordinario esempio di creatività, positività e impegno, sostenuto con grande dedizione anche dai loro docenti. Il loro futuro – ha concluso Toti - è una nostra priorità e il nostro impegno è massimo perché la scuola possa tornare quanto prima ad essere un luogo non solo di apprendimento ma anche di socialità e inclusione, in piena sicurezza".